Esistenza

Ieri sera tornando a casa ho visto una cosa che mi ha fatto riflettere profondamente: sul vetro della porta di casa, tante zanzare appoggiate che continuavano a sbatterci contro sperando di entrare per succhiare un po’ di sangue. Allora ho aperto la porta per entrare, e ho notato che queste non entravano, continuavano a sbattere contro il vetro.


“Ma sono sceme?” ho pensato. Apro la porta e non ne approfittano, restano fuori a morire di fame. Anzi, continuano a picchiare contro lo stesso vetro.
Poi ho riflettuto e mi sono chiesta: “Ma una zanzara è in grado di capire il concetto di porta? Sa cosa sia un vetro? Riesce a comprendere il fatto che aprendo la porta può entrare?”
No. Ma non perché non conosce la “porta”, ma perché la sua intelligenza è troppo ridotta per arrivarvi; la sua mente non è in grado di comprenderlo, neanche se trovi un modo per insegnarglielo. Non capirà mai il funzionamento di un vetro o di una porta.


Così ho esteso il concetto all’uomo. 
E se anche noi non fossimo intelligenti a sufficienza per comprendere alcune cose? Come ad esempio l’universo che ci circonda, l’esistenza di Dio, la vita, la morte.. Come le zanzare che cercano disperatamente un sistema per entrare tramite quel vetro, così noi pratichiamo la ricerca scientifica e filosofica, ma tutto il nostro sforzo è volto a superare quel vetro per succhiare il sangue che c’è dall’altra parte e basta. Crediamo che il superare quel vetro sia il punto chiave della conoscenza e della comprensione delle leggi dell’esistenza, ma in tutto questo nostro sforzo non ci rendiamo conto di quali altre cose infinitamente complesse esistano attorno a quel vetro. 


Il punto chiave del mio pensiero non è il fatto che alcuni meccanismi dell’Universo ci siano ancora ignoti, ma è la consapevolezza che non siamo proprio fatti per capirli. Non abbiamo gli strumenti. Il nostro cervello è troppo piccolo per poter accogliere contenuti tanto grandi. 
Quando supereremo il vetro, crederemo di aver vinto e di aver scoperto ogni cosa, così come una zanzara che per puro caso è passata dall’altra parte della porta e tornerà a casa con la pancia piena. 
Ma non ci saremo minimamente resi conto dell’Essere superiore che in quel momento ha aperto la porta di casa perché tornava a casa dopo una giornata di studio in biblioteca e di tutto il mondo che esiste dietro..


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