Il valore della vita

Ieri sera stavo a cena con i miei, e dalla tv accesa è passata la pubblicità dell’Ikea: un bambino si sveglia di notte, e girovaga in pigiama nella sua pieghevole casa Ikea da 50 metri quadri nella quale c’entra perfettamente tutto, albero di Natale sullo sfondo compreso. Alla fine c’era una scritta natalizia, e leggendola mi è presa una tristezza infinita.. Ancora deve venire Halloween, e l’Ikea già fa le pubblicità natalizie? Di questo passo tra un paio di mesi andremo al supermercato e tra gli addobbi natalizi spunteranno timidamente i musi dorati dei conigli di Pasqua Lindt, pronti a dirci “Ehi! Non è ancora Natale ma noi siamo già qui! Vuoi anche prenotare le vacanze estive già che ci siamo?”. Così, intorpidita da questa inquietante fantasia, ho iniziato a riflettere su quante volte mi siano capitate cose del genere, ed ho realizzato che è da tutta la vita che accade: quando siamo piccoli compriamo i giornaletti che ci fanno aspirare alla vita da adolescenti, da adolescenti non vediamo l’ora di andare all’università perché così “mi gestisco io”, oggi vedo ragazze della mia età che si spalmano in tv creme antirughe, e ad Halloween per l’Ikea è già Natale, e mentre io non capisco in quale cavolo di festività sono (Halloween? Natale? Giorno del Ringraziamento? Sagra del fungo porcino?), accendo la tv e un brizzolato padre di famiglia si aggira su autostrade anonime nel suo arrogantissimo SUV facendoti vedere quanto sarai fico anche tu a 50 anni su quell’auto che quando potrai permettertela col tuo lavoro sarà già da rottamare.
E poi arriva la sera, e tornando a casa per via di Vigna Stelluti, ferma nel traffico mi volto, e noto la tristanzuola insegna delle pompe funebri che si erge mestamente accanto a me, ultimo baluardo di ciò che è possibile sponsorizzare: la morte.


Così, persa nei miei viaggi mentali causati dal bambino in pigiama dell’Ikea, ho capito perché l’essere umano non è mai felice: di natura l’uomo è predisposto alla ricerca perenne finalizzata all’evoluzione, ma poi la società ha strumentalizzato questa facoltà meravigliosa per finalizzarla al commercio, rendendo l’uomo una creatura ricca fuori ed infelice dentro. 
L’ambiente ci bombarda continuamente di stimoli che generano insoddisfazione e quindi nuova ricerca, e sono ovunque: in tv, alla radio, sui cartelloni stradali, dietro le copertine dei libri: ovunque c’è marketing. E noi corriamo, corriamo come un criceto sulla ruota che non arriva mai da nessuna parte, e mentre ci affanniamo nella nostra corsa verso il nuovo iPhone o verso la stessa cosa che già avevamo prima ma impacchettata in modo diverso, non ci accorgiamo di ciò che già stringiamo tra le mani. 
E sapete che c’è? Questa cosa mi fa arrabbiare tantissimo. 
Le persone che mi circondano guardano sempre indietro citando i “bei tempi andati” rovinando il presente per un passato che tanto non avrà futuro, mentre dall’altra parte il fantasmino di Steve Jobs mi dice che devo assolutamente poter mettere la mia impronta digitale sul suo cavolo di telefono (Obama non avrai mai le mie impronte), e nessuno che si accorge di quante cose che abbiamo ora tra le mani, nel Presente. Siamo vivi, nati nella capitale di un paese evoluto, in salute, non c’è guerra, ed il pane a tavola non manca mai, e anziché ringraziare Dio ogni giorno soltanto per averci dato tutte queste fortune sappiamo solo lamentarci, annebbiati dall’insoddisfazione cieca e cronica che non sa vedere che ció di cui abbiamo bisogno ce l’abbiamo già, proprio ora tra le mani. Dobbiamo solo saperlo apprezzare.
Svegliatevi presto una mattina, spalancate la finestra, e respirate a pieni polmoni: questa vita è bellissima cristo, ed è una soltanto. 


Se non diamo valore oggi a ciò che abbiamo, un giorno ci lamenteremo per averlo perso.


…e tutto questo lo pensa anche il bambino dell’Ikea, che avrebbe voluto mascherarsi per Halloween e invece l’hanno spiattellato sotto un albero di Natale quando oggi c’erano 30’ gradi all’ombra.

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