Amore

Qualche sera fa stavo sul letto, e prima di addormentarmi mi sono fatta un giro tra i profili di vecchi amici e foto di anni fa, e tra una cosa e l’altra sono arrivata al 2008. L’anno del Mameli, dei miei 16 anni, del Museum, e della macchinetta ferma sul ponte di Corso Francia a fare foto mentre il Tevere esondava a Dicembre. Tra quelle foto ce ne erano tante con una mia vecchia amica che non sento più, e vedendole non ho potuto che provare un po’ di dispiacere. Così, dopo una stretta al cuore, penso: che fine ha fatto tutto l’affetto che ho provato per lei? Se lì per lì eravamo così amiche, come facciamo ora a non esserlo più? Poi dall’amicizia ho esteso il concetto all’amore: quando amiamo qualcuno, proviamo una forza vivissima dentro di noi, ma quando quel rapporto finisce, dove sta tutto quel qualcosa che si è propagato da noi stessi e si è diretto verso persona interessata?


Facendomi queste domande sono arrivata alla conclusione che l’amore esiste, ma che l’uomo non ha ancora i mezzi per esercitarlo.
Se quel qualcosa che si proclamava tanto grande, è scomparso senza lasciare traccia, allora neanche mentre lo si dichiarava, esisteva realmente.
Infatti l’amore non è un sentimento ma una condizione dell’anima, che può attraversarci o meno, e non ha metro di misura, è come la morte o l’infinito: non si è tanto morti, come l’infinito non è piccolo o grande, così come non si ama tanto o non si ama poco. Sono stati dell’essere che non hanno estensione, durata, e fine; ci si entra e basta.
Ma quindi, una volta che entriamo in questa condizione, non possiamo uscirne, giusto?
L’ingranaggio rotto di questo meccanismo sta nel fatto che l’uomo potrebbe sopportare la stabilità perenne di tale condizione solo se fosse una creatura perfetta: l’amore per essere eterno e perfetto, ha bisogno di una piattaforma eterna e perfetta, cosa che l’uomo a causa della vecchiaia e dei suoi inevitabili difetti, non è; un po’ come se oggi provaste a giocare a GTA V sulla prima Play Station sulla quale giocavo io a Spyro in 3’ elementare, o sul pc dove le tette di Lara Croft (Tomb Raider) erano triangolari. Non si può.


L’amore esiste, e probabilmente è anche più tangibile di quanto crediamo, proprio come le miliardi di cose reali che non possiamo vedere, tipo le onde radio, i raggi ultravioletti, o il campo elettromagnetico: per captare quel tipo di segnali l’uomo ha sviluppato scientificamente dei ricevitori, mentre per captare l’amore non abbiamo ancora nessuna parabola… La nostra mente è ancora troppo limitata per poter accogliere concetti tanto grandi, e noi siamo ancora troppo primitivi per poter assorbire fenomeni così incompresi.


Un giorno arriverà, ne sono sicura: ci evolveremo, non avremo più pregiudizi, non seguiremo più morali, non ci saranno più tabù, odi, paure. La nostra mente si aprirà, e saremo pronti per tutte quelle cose che ancora non capiamo. Intanto per il momento, continuiamo a sperimentare e a metterci alla prova.


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